luca beatrice  
Rock'n'Roll Teen
a cura di Giulia Beatrice
 
Tracklist:
04. DA BOYS DON'T CRY A 4:13 DREAM
03. NEVERMIND THE BOLLOCKS
02. SURFER ROSA
01. NEVERMIND
 
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04  

Da Boys don't cry a 4:13 dream

I The Cure esordiscono con il singolo " Three imaginary boys", è il 1979, pochissimi anni dopo l'evento del punk. La prima impressione sonora è decisamente rock, martellante e acido, in stile punk rock.
Il successo è tanto e i The Cure pubblicano un altro album, capolavoro, si tratta infatti di Boys don't Cry, che con l'omonima canzone ( uno degli "inni" dei Cure) ma anche con Killing an Arab entra a far parta degli storici album rock di sempre. Anche se la distanza con Three imaginary boys è solo di un anno, il sound comincia già a cambiare, leggermente più cupo e raffinato.
Nei successivi tre album (Seventeen seconds, Faith, Pornography) i The Cure mettono in luce la loro personalità, la loro specialtà: il dark. Insieme ai Joy Division sono proprio i Cure a diffondere questa cultura, definendo il look e le passioni di un intera generazione.
L'ultimo di questi tre album è Pornography, forse il loro miglior disco.
Cambiando numerose volte la formazione, anche se Robert Smith la vera anima del gruppo rimane fisso, i Cure pubblicano una serie di album  e di live con un approccio più pop( Japanese Whispers, The Top, Concert, Head on the door, Staring at the sea).
Dopo di questi arriva Kiss me kiss me kiss me, che contiene il successo mondiale Just Like Heaven, con il suo sottofondo dance.
I The Cure raggiungono ila massima celebrità nel 1989 con l'oscuro Disintegration e con i singoli usciti: Lovesong, Lullaby, Fascination street, Picture of you. Con questo disco i Cure ritornano alla loro sonorità dark, con l'uso del sintetizzatore e degli archi.
In tanti pensano che i Cure sono finiti nel '92 con Wish. Sicuramente non è così, anche se il disco è uno dei migliori( contiene Friday I'm in love) il lavoro dei The Cure continua perfettamente e arrivano al 2004 con l'uscita di un nuovo disco e cinque album tra Wish e il nuovo "The Cure".
Inoltre i The Cure non sono le solite rockstar maledette, quelle da vita sregolata, vittime di droga e alcol, quelle che sfasciano le stanze d'albergo.
Smith da giovane aveva sempre giurato  che a 25 anni si sarebbe suicidato. Il giorno del suo venticinquesimo compleanno, cambiò idea. Era sposato con una donna che conosceva da quando aveva 14 anni, la vita gli sorrideva e il suo gruppo aveva successo. Dato che la sua "peggiore abitudine" era quella di bere birra, per migliorarsi la vita smise. Ora di anni ne ha 50, e resiste perfettamente più di due ore sul palco, senza sudore e senza pause.
Dopo trent'anni di carriera i Cure sono tornati. Prima in tour, e tra pochissimo con un nuovo album: 4:13 dream, che da come possiamo sentire dai singoli, è ricco di belle canzoni in stile The Cure.

Giulia _ ottobre 2008

 
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